• Prophetic Economy

Ecco i giovani che cambieranno l'economia mondiale

Adulti e giovani insieme, verso una nuova storia di equità, giustizia, sostenibilità e pace, in un percorso che parla di futuro non solo con la voce ma con i fatti.


Scrito da Paola Santini per semprenews.it


Il 9 giugno a Roma, nella sede di Nomadelfia, c'è stata una giornata di approfondimento e lavoro sul tema: «La biodiversità dei talenti per la cura della nostra casa comune»


Il 9 giugno è stata una giornata intergenerazionale di approfondimento e lavoro, durante la quale adulti, ragazzi e giovani insieme si sono incontrati per scoprire ed affermare che un nuovo modo di fare economia non solo è possibile, ma è già in atto in tante iniziative nate nei diversi carismi e nei vari movimenti all’interno della Chiesa e non solo. «È stata un’esperienza molto bella» racconta Elena Pulitini, parte della delegazione della Comunità Papa Giovanni XXIII al convegno. 

«Ho davvero percepito la ricchezza di mettere insieme carismi e talenti diversi, alcuni più antichi (salesiani, francescani, ecc.) e altri più recenti, che si mettono in gioco con un obiettivo comune: definire nuove prassi per vivere in modo più giusto. Questo sia nel piccolo e nel quotidiano (i ragazzi ci hanno parlato delle loro varie iniziative per sensibilizzare i loro compagni a scuola), sia a livello internazionale, grazie a studiosi che propongono dei possibili cambiamenti a livello macro-sistemico».

La proposta è originale e in divenire; non c’è un’unica visione giusta, ma ciascuno dei partecipanti ha portato il suo contributo personale.

«Abbiamo ascoltato la testimonianza di alcuni partecipanti ai Circoli Laudato si, nati per rispondere alle sfide lanciate dall’Enciclica sulla cura della casa comune. Poi ci siamo lasciati incantare dal racconto di alcuni giovani che, dopo aver partecipato all’incontro di novembre scorso, hanno proposto nelle loro scuole dei percorsi e attività sugli obiettivi del 2030, sul non sprecare il cibo, ecc. I ragazzi si sono sensibilizzati con i loro coetanei e anche nei confronti degli adulti, ad esempio andando a fare la spesa con i genitori perché non comprino cibi confezionati con la plastica».




Il Convegno del 9 giugno dal titolo “La biodiversità dei talenti per la cura della nostra casa comune” è stata la prima tappa del percorso previsto per il 2019. Nelle conclusioni dell’evento di novembre 2018, infatti abbiamo scelto che era importante continuare nel percorso iniziato per rafforzare e consolidare il processo che abbiamo messo in atto, fra di noi, con  ragazzi e con i poveri. Ed allora la prossima tappa sarà in  novembre in Francia, nella sede di ATD 4Monde, dove avremo la possibilità di ripensare l’economia, di ripensare il mondo, non ‘per’ i poveri, né solo con la loro partecipazione, ma a partire da essi.

Anche i giovani partecipanti all’incontro di domenica ci hanno invitato ad un nuovo incontro, probabilmente sempre in  novembre 2019:  un evento in cui saranno proprio loro gli organizzatori ed i protagonisti: saranno loro ad occupare la sala centrale, mentre gli adulti parteciperanno a tavoli di lavoro paralleli.


Per poi arrivare, in parallelo, a marzo 2020, quando i  giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo si incontreranno ad Assisi, rispondendo alla  convocazione che Papa Francesco ha fatto a tutti loro, per provare insieme ad impostare un nuovo modello di economia, «quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda» (dal messaggio di Papa Francesco).


Intanto, per chi fosse interessato, dal 15 giugno sono aperte le iscrizioni per l’appuntamento ad Assisi con Papa Francesco. L’obiettivo è davvero entusiasmante: «promuovere insieme, attraverso un “patto” comune, un processo di cambiamento globale che veda in comunione di intenti non solo quanti hanno il dono della fede, ma tutti gli uomini di buona volontà, al di là delle differenze di credo e di nazionalità, uniti da un ideale di fraternità attento soprattutto ai poveri e agli esclusi. Invito ciascuno di voi ad essere protagonista di questo patto, facendosi carico di un impegno individuale e collettivo per coltivare insieme il sogno di un nuovo umanesimo rispondente alle attese dell’uomo e al disegno di Dio» (messaggio di Papa Francesco)



Il percorso della Prophetic Economy

Prophetic Economy: un processo veramente eccezionale, profetico, come dice il nome, una bella occasione, un percorso che ha permesso a movimenti ed associazioni diverse di conoscersi e di lasciarsi "contaminare" in positivo dal bene che il Signore suscita e coltiva in ciascuno, come singoli e come Comunità diverse. 

La “biodiversità dei carismi” ha portato alla realizzazione di un evento unico nel suo genere, ricco di contenuti e di spunti concreti, che si è tenuto a Castelgandolfo (RM) nel novembre 2018, con 500 partecipanti provenienti da oltre 40 Paesi dei cinque continenti

In occasione delle conclusionidi “Prophetic Economy - for the People, Planet and our Future” si è convenuto che una delle condizioni fondamentali per realizzare un’economia profetica sia quella di far tesoro della nostra diversità: questa nostra biodiversità culturale, spirituale, di talenti, produrrà dei frutti di cui non possiamo neanche immaginare il sapore ed il colore.

Mettersi insieme, non solo per raggiungere la massa critica per il cambiamento, ma anche per affermare la ferma volontà di tendere la mano a chi, se rimane da solo è in pericolo. 



È con questo spirito che, come gruppo promotore di cui anche la Comunità Papa Giovanni XXIII fa parte, proponiamo questa nuova tappa del nostro camminare insieme, adulti e ragazzi, verso una nuova storia di equità, giustizia, sostenibilità e pace, in un percorso che parla di futuro non solo con la voce ma con i fatti.

Con questo primo incontro inizia il percorso che quest’anno si snoda in 3 in tappe, per interrogarsi in particolare su come innovare rispetto al binomio economia ed ecologia, ricordando quanto diceva Luigino Bruni nelle sue conclusioni a novembre scorso: «ll termine “innovare” viene proprio dalla botanica: quando una pianta innova, significa che emette un nuovo germoglio. L’innovazione nasce dalla terra, dalla frequentazione dei contadini, dei posti di povertà, ha che fare con la vita, dalla “frequentazione quotidiana della vita” attraverso le pratiche». Vogliamo proporre questa giornata in modo particolare ai più giovani perché si sentano coinvolti e responsabili nella costruzione del loro futuro. Protagonisti e non fruitori di un qualcosa già pronto per loro.  Come ha detto a proposito in novembre Josiane Gauthier, segretaria generale di Cidse - la rete internazionale delle ONG cattoliche: «Ciò che è stato straordinario è che non fingevano di essere parte di ogni conversazione o di imitare gli adulti, non erano solo decorazione o non semplicemente qui per rendere l'evento più bello, anche se così è stato. Erano qui in quanto erano parte della vita. La vita vera. E ci hanno ispirato con la loro profonda intelligenza, grazia e verità».

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